22 aprile 2009
21 aprile 2009
L'insegnamento dei Grandi.
Un giorno, un pensatore indiano fece la
seguente domanda ai suoi discepoli: "Perchè le persone gridano quando sono arrabbiate?"
"Gridano perchè perdono la calma" rispose uno di loro.
"Ma perchè gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore
"Bene, gridiamo perchè desideriamo che l'altra persona ci ascolti"
replicò un altro discepolo
E il maestro tornò a domandare:
"Allora non è possibile parlargli a voce bassa?"
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò:
" Voi sapete perchè si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati?
Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto.
Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare.
Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro.
D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate?
Loro non gridano, parlano soavemente. E perchè?
Perchè i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola.
A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano solamente sussurrano.
E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi.
I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano."
In fine il pensatore concluse dicendo:
"Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino,
non dite parole che li possano distanziare di più, perchè arriverà un giorno in
cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."
17 febbraio 2009
Ricominciare...
18 giugno 2008
Per-dono
La parte del racconto che mi ha colpita di più è quella che ho riportato sopra. Ho provato a scomporla e a farmi delle domande che vi passo... poi potremmo confrontare
1)Perdonare è dimenticare?
2)Dimenticare significa sospendere il giudizio?
3)Che cosa vuol dire l'autore quando afferma che perdonare è il pieno compimento del giudizio? E' condivisibile questa affermazione?
17 giugno 2008
Italia ai quarti
Dovere di Studente
16 giugno 2008
Tre Amici ed Una Piazza
15 giugno 2008
Un artista, tutti artisti
Aforisma del Giorno
"Da giovani guardiamo al futuro, da vecchi guardiamo al passato e così non siamo mai voltati nelle direzione giusta e il presente, spesso, ci sfugge."
Michel Eyquem de Montaigne
14 giugno 2008
La forza degli eroi
Buscetta: se lei racconterà tutto questo (riferendosi a quello che poi sarà alla base del megaprocesso) , o ci prenderanno per pazzi, o ci uccideranno.
Falcone: Non importa cosa faranno, di noi: nostro dovere è lavorare, se ci uccideranno importa solo che altri giudici continuino il nostro lavoro.
Inoltre ha concluso il suo discorso dicendo: "Io, nella vita, ho come ideali due amici che ho perso che strada...Falcone e Borsellino......Grazie." (Scroscio di applausi commossi durato 3 minuti)
Penso che la straordinarietà di questi uomini, consista non nel loro "coraggio", ma nella loro infinita dedizione al lavoro: in che senso? Probabilmente, se Falcone e Borsellino fossero stati spazzini, le strade a loro assegnate sarebbero state più pulite (non so se ho reso l'idea).
Un secondo spunto che la mia mente bacata ha concepito, è:
al di là che può essere ogni convinzione personale (come una religione, un ideologia, ecc ecc). esiste dentro di noi una forza comune a tutti, una energia da risvegliare, un qualcosa che possa farci superare addirittura la paura della morte, che sia un patrimonio comune a tutti? una sorta di senso civico potenziato, un cuore pulsante di giustizia? qualcosa che riesca a farci andare oltre l'egoismo personale, familiare o di fazione, per farci lavorare INSIEME per il "bene" ?
Concludo con un ringraziamento agli interessati.
